Ritorna in edizione economica il romanzo di successo, tradotto in molte lingue,
dello scrittore calabrese, di etnia arberesque, emigrato in Germania. Quando
uscì, per Mondadori, nel 2002, fu accolto con entusiasmo e ritenuto un
capolavoro. Tratta i temi d'attualità dell'emigrazione e dell'integrazione nei
vari paesi europei e del viaggio itinerante, in chiave autobiografica, per
conservare i caratteri di due culture diverse, l'italiana e la tedesca.
È narrato in prima persona perché consente una maggiore scorrevolezza del
racconto, ma i piani temporali s'intersecano in modo tale da lasciare che il
nodo della vicenda si sveli solo alla fine. Il protagonista è Florian un giovane
italo-tedesco che rappresenta l'autore stesso che risiede ora in Italia.
È un romanzo a più piani che narra di diverse generazioni e della nostalgia
della terra natia, finché il più giovane non si assume il compito di ricostruire
quanto nel passato è stato distrutto: il Fondaco del Fico, a Roccalba, una
località calabrese tra il mare Ionio ed il Tirreno, da cui il titolo.
La rivisitazione della terra calabrese, tra tradizione e modernità, ha un ruolo
di primo piano e ad essa s'intrecciano molteplici esperienze anche di altre
realtà eterogenee, fatti, sentimenti, figure che riportano l'immagine di mondi
mai antitetici, assimilati fino in fondo da una coscienza sensibile e responsabile.
Articolata in sapidi e svelti capitoli,la narrazione non registra momenti di
pausa, ma avvince anche perché adopera un linguaggio anticonvenzionale,
sanguigno e parlato. Completa l'affresco realistico la fantastica evocazione di
A. Dumas, della cui presenza si favoleggia, durante un viaggio del 1835.
Le sue tracce promuovono il confronto passato-presente.
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